La #tammurriata è una #danza tradizionale della #Campania ed in una più ampia classificazione dei balli etnici italiani, la tammuriata va inclusa nella famiglia della #tarantella meridionale, di cui costituisce uno specifico e originale sottogruppo basato sul ritmo rigidamente binario, sulla partecipazione al ballo esclusivamente in coppia (mista e non), su un’intensa dinamica delle braccia, sull’uso di #castagnette (#nacchere) che, oltre a fornire il ritmo di base, obbliga ad una particolare cinetica di mani, braccia e busto.

Il ballo trae il nome dal fondamentale ritmo binario che viene marcato da un particolare tipo di #tamburo la  #”tammorra“. La “tammorra” è un grande tamburo a cornice dipinta con sonagli di latta, addobbato di nastri o  pitture policrome e campanelli.

Si individuano almeno tre stili diversi di ballo sul tamburo:

  • Giuglianese: questo stile preferisce nell’esecuzione musicale un solo tamburo a ritmi semplici, la voce, un flauto; il ballo ha passi e figure coordinate dall’esecuzione musicale e una grande varietà di #”vutade” (modi di girare allacciati o ravvicinati) tra uomini.
  • Vesuviano sarnese-sommese: questo stile è caratterizzato da una “paranza” di suonatori e numerosi strumenti, talvolta è presenta anche la #fisarmonica. Prevede forme coreutiche ben riconoscibili: la “vutada” in coincidenza della botta di tamburo corrispondente ad una intensificazione ritmica, il controgiro, la parte frontale, la passata.
  • Nocerino: quest’ultimo stile prevede una maggior partecipazione della pantomimica con avvicinamento frequente dei corpi, movimenti oscillatori del bacino, piegamenti sulle gambe, intenso e variato muovere delle braccia.
  • Pimontese e costiera amalfitana: ritmo a terzine con vibrazione continua della pelle del tamburo. Non sono mai presenti gli strumenti non tradizionali (come la fisarmonica).

Fonte:

 

Testi: Wikipedia

Foto: Associazione Gli Amici del Salento

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