Tra i mestieri di un tempo occorre ricordare la figura del fornaio – Furnaru.

I forni a legna erano un tempo molto diffusi sul territorio salentino, se ne contavano decine per ogni comune. Il fornaio  non svolgeva una propria attività di produzione, ma si limitava a cuocere i prodotti dei propri concittadini, di solito pane, fiche secche, friselle, biscotti, pizzelle ecc.… in cambio del dovuto compenso.

Era un’attività molto fiorente, proseguita fino all’avvento dei forni elettrici, epoca in cui molte di queste strutture sono state chiuse o adibite  ad altro. Oggi si sta riscoprendo questo antico mestiere anche grazie alla maggiore importanza per i  prodotti artigianali.

Occorreva prenotarsi dal fornaio,  per  far cuocere un carico di pane; lu furnaru fissava  giorno ed ora  per quando  recarsi presso l’abitazione della famiglia, con cariole e le assi su cui veniva posto il pane racchiuso in  tovagliette di cotone, i “tiani” (teglie) con friselle, biscotti o dolci, portava il tutto presso il forno, cuoceva per poi restituire  nuovamente alla famiglia con le stesse modalità.

Gli anziani di oggi ancora ricordano, nelle ore di prima mattina, quando il sole ancora non aveva fatto capolino all’orizzonte, il cigolio delle ruote della cariola del fornaio che andava a ritirare l’oggetto della sua attività. Lo stesso cigolio accompagnava poi tutte le ore della giornata fino a sera, momento in cui si preferiva cuocere biscotti o friselle, più piccole e facili da traspostare e di più rapida preparazione.

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