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Lo spettacolo maestoso delle mura urbiche di Lecce, proprio all'ingresso della città provenendo da Brindisi, era già da principio un colpo d'occhio di grande impatto, oggi, come erano 500 anni fa. Ma lo scavo archeologico condotto grazie all'Università del Salento, la Sovrintendenza e il Comune, ha rilevato in questi giorni il fossato che cingeva le mura volute dall'Imperatore Carlo V, e soprattutto una strada romana di grande suggestione.

Nelle foto possiamo vedere una visione delle mura prima dello scavo e quella in cui il fossato è stato riportato alla luce, rilevando i passaggi che comunicano con l'interno della grande struttura di fortificazione. Erano i tempi cupi del 500, quando i turchi dilagavano in tutto il mediterraneo progettando di invadere l'Italia: il Salento era il ponte più breve per varcare l'Adriatico, quindi, come il resto dell'Italia meridionale fu fatto oggetto di grandi opere di difesa da parte degli Aragonesi. Torri costiere furono erette come sentinelle. E Lecce vide la costruzione di un nuovo castello, e mura urbiche che misero in sicurezza la città. Suggestivo il camminamento sulle mura dove è rimasta una garitta di guardia. Durante gli scavi è emersa una grande strada romana che corre accanto al fossato,  La Traiana Calabra   il prolungamento della Via Appia che da Brindisi arrivava a Lecce per proseguire per Otranto. 

Fonte:

Alessandro Romano

Blog Salentoacolory

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