Vi sono molte leggende salentine che mostrano come questa terra abbia una storia ed una cultura millennaria

Conoscere le leggende salentine significa non solo conoscere la propria terra ma anche vivere delle storie tanto avvincenti quanto tragiche. Non a caso molto spesso, come accadeva nella tragedia greca, gli avvenimenti si risolvono in strazianti finali per tutti i protagonisti. Perdersi in questi racconti è probabilmente una tra le cose più belle perché mostrano molto bene come la cultura e la lingua salentina siano completamente avulsi da quelle che sono le culture del resto della Puglia. Nelle leggende salentine come nelle favole e leggende degli altri paesi, vedi per esempio le fiabe russe, hanno un facino che non può esser spiegato a parole perché parlano della cultura del luogo.

In questa sede parleremo di tre leggende salentine molto belle e magari da tramandare ai posteri in modo che la nostra cultura non si perda.

La sirena Leucàsia

Leucàsia era una bianca sirena molto bella che viveva tra Castro e la punta estrema della penisola salentina. Il fato volle che un giorno il bellissimo pastore Melisso si fermò sulla costa a pulire le sue pecore e la sirena cercò di ammaliare col suo canto il pastore. Costui però era follemente innamorato di Arìstula quindi non cedette all’armonioso canto. La sirena che mai aveva subito un tale affronto decise di trasformare i due giovani innamorati in due scogli: Punta Melisso e Punta Rìstola. Ma Laucàsia capì il grande errore che aveva fatto e pentita del suo gesto si pietrificò formando Santa Maria di Leuca.

Gli scogli dannati

Intorno a punta Ristola sorgono una serie di scogli che da sempre i naviganti chiamano maledetti. La loro formazione mitologica è davvero molto triste. Si parla infatti che queste formazioni rocciose non siano altro che i poveri resti dei figli di Medea che dopo averli fatti a pezzi li gettò in quel tratto di male.

La leggenda degli innamorati di Lecce

Nel centro storico del capoluogo salentino esiste una leggenda che potrebbe essere paragonata senza alcun dubbio a quella di Romeo e Giulietta. Si narra che nacque un amore tra i figli di due dirimpettai ma questo era ostacolato dal padre di lei che decise di murare la finestra. Per il dolore la ragazza si suicidò. A ricordare questa tragica storia c’è una faccia di donna in pietra leccese che il ragazzo fece costruire.

Su internet ce ne sono molte altre e tante altre vengono tramandate ma in questa sede non potevamo pubblicarle tutte.